Rimborso Iva escluso per le attività svolte in Italia da soggetto residente all’estero


Le attività di concessione in locazione di piazzole di sosta all’interno di parcheggi in Italia esclusono il rimborso Iva per il soggetto domicilato e residente in altro Stato membro Ue (Corte di cassazione – sentenza n. 19634/2020).

Il Decreto Iva stabilisce che i soggetti domiciliati e residenti negli Stati membri dell’Unione europea, che non si siano identificati direttamente e che non abbiano nominato un rappresentante, assoggettati all’imposta nello Stato in cui hanno il domicilio o la residenza, che non hanno effettuato operazioni in Italia, ad eccezione delle prestazioni di trasporto e relative prestazioni accessorie non imponibili, possono ottenere, in relazione a periodi inferiori all’anno, il rimborso dell’imposta, se detraibile, relativa ai beni mobili e ai servizi importati o acquistati.


La suddetta previsione normativa esclude, quindi, il diritto al rimborso nel caso in cui il soggetto domiciliato o residente in altro Stato membro e privo di un rappresentante in Italia, abbia svolto operazioni attive nel territorio nazionale.


Fatte tali premesse, l’operazione di locazione di piazzole di sosta all’interno di parcheggi, deve ritenersi posta in essere in Italia, quale luogo di ubicazione delle aree concesse in locazione, in quanto le prestazioni di servizi relativi a beni immobili si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando l’immobile è situato nel territorio stesso.


Tale normativa, dunque, in coerenza con la disciplina unionale, pone quale criterio esclusivo di individuazione del luogo di esecuzione della prestazione di siffatti servizi quello del luogo in cui il bene immobile cui si riferiscono le operazioni è situato, in deroga al criterio generale del luogo in cui il prestatore ha stabilito la sede della propria attività economica o dispone di una stabile organizzazione.