Verifiche fiscali: valido il pvc sottoscritto dal commercialista incaricato

La Corte di Cassazione ha affermato che in tema di accesso nei locali aziendali ai fini I.V.A., la sottoscrizione del processo verbale può essere effettuata dal professionista incaricato della tenuta delle scritture contabili, ed essere da questi apposta sul verbale anche al di fuori dei locali aziendali, in quanto mandatario del contribuente investito di un onere di collaborare con l’Ente verificatore (Ordinanza 04 novembre 2021, n. 31620).

La controversia trae origine dall’avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Entrate ha contestato al contribuente omesso versamento IVA e infedele presentazione della dichiarazione per quadro VC erroneamente compilato, sulla base di pvc emesso a seguito di controllo in relazione alla costituzione del plafond IVA.
I giudici tributari hanno dichiarato la nullità dell’avviso di accertamento ritenendo che l’accesso e il pvc, cui l’atto impositivo in motivazione faceva riferimento, non fossero stati ritualmente eseguiti nei confronti della società, in considerazione della sottoscrizione del pvc da parte del tenutario delle scritture contabili, al di fuori della sede sociale.
La decisione è stata impugnata dall’Agenzia delle Entrate.


La Corte di Cassazione ha riformato la decisione dei giudici tributari, affermando la ritualità della procedura di accertamento e, quindi, la legittimità dell’atto impositivo.
La Corte Suprema ha osservato che secondo la disciplina in materia di accessi, ispezioni e verifiche ai fini IVA, “di ogni accesso deve essere redatto processo verbale da cui risultino le ispezioni e le rilevazioni eseguite, le richieste fatte al contribuente o a chi lo rappresenta e le risposte ricevute. Il verbale deve essere sottoscritto dal contribuente o da chi lo rappresenta ovvero indicare il motivo della mancata sottoscrizione. Il contribuente ha diritto di averne copia”.
La Corte Suprema ha chiarito che i verbalizzanti ben possono anche effettuare l’accesso non presso la sede del contribuente, ma presso l’ufficio del professionista incaricato di tenere le scritture contabili.
Infatti, la norma non richiede particolari formalità per l’esecuzione di accessi presso il consulente detentore delle scritture contabili, ma sanziona la mancata esibizione dell’attestazione del detentore delle scritture e l’opposizione all’accesso o il rifiuto di esibizione di esse da parte di quest’ultimo, con l’inutilizzabilità in favore del contribuente, anche in sede contenziosa.
Pertanto, la ratio legis è chiaramente nel senso di consentire l’accesso alle scritture anche al di fuori della sede aziendale presso i locali del consulente depositario senza particolari formalità, in quanto questi è un mandatario del contribuente, e pone a carico del contribuente un onere di collaborare con l’Ente verificatore in quest’ultima ipotesi.
A maggior ragione, quando, come nel caso di specie, l’accesso è avvenuto presso i locali aziendali, ben può l’Agenzia utilmente comunicare il processo verbale di constatazione al tenutario delle scritture contabili, e farlo anche al di fuori della sede della contribuente, senza che nella successiva fase processuale debba essere dall’Agenzia dimostrata in capo al ricevente la qualità di legale rappresentante o di persona espressamente delegata dal legale rappresentante a tal fine, in quanto egli per fatto stesso di essere incaricato tenutario delle scritture è mandatario del contribuente investito di un onere di collaborazione con i verbalizzanti.
I giudici della Suprema Corte hanno affermato, dunque, il principio di diritto secondo il quale: in tema di accesso nei locali aziendali ai fini I.V.A., la sottoscrizione del processo verbale da parte del contribuente o da chi lo rappresenta ai fini dell’art. 52, sesto comma, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, può ben provenire dal professionista incaricato della tenuta delle scritture contabili, ed essere da questi apposta sul verbale anche al di fuori dei locali aziendali, in quanto egli è mandatario del contribuente investito di un onere di collaborare con l’Ente verificatore.